Roccagorga è situata a 289
metri di altezza su uno sperone del Monte
Nero (548 mt.): confina a nord con Carpineto,
a est con Maenza, a sud con Priverno, e a
ovest con Sezze Romano. È circondata dai
monti Castellone (1018m), Difesa (923 m),
Pizzone (m 1314) che formano le cime più
alte e fanno da spartiacque con la provincia
di Roma. Il territorio è solcato da profondi fossati
generati dall’andamento torrentizio dei
corsi d’acqua: il Catarifo, Le Mole, Valle
Grande, mentre I Prunacci, I Prati e La
Selva sono piccole aree pianeggianti. Il territorio comunale misura 2398 ettari,
la proprietà terriera è estremamente
parcellizzata (oltre 700 particelle
catastali), che fa sì che agricoltura e
pastorizia siano condotte prevalentemente a
livello familiare.
Una Rocca di nome Gorga.
Il nome attuale di Roccagorga è
composto da un prefisso (Rocca),
connesso al processo storico di “incastellamento”,
tipico ed assai comune nell’area,
e da un suffisso derivato da
successive trasformazioni dal
termine
gurgae
o Gorga, rispettivamente associati
ad un corso d’acqua, ad una
sorgente, ovvero al nome di una
antica matrona privernate
fondatrice della Rocca omonima..
Su questo insolito ed evocativo
toponimo, che richiama una donna
(mitica) ed un’acqua (scarsa), si
fonda quindi questa comunità. Le
vicende del suo nome, secondo Autori
diversi, sono così riassumibili:
Rocca
Donneburge
( da 1224 a sec. XV)
Rocca
Dompnae Gurgae
(da 1264 a sec XIV)
Roccacugna
(da iniz. XVII a sec XVIII ).
Rocca
Durgia (da sec. XIII a sec XVII) o
Angurga
Rocca
Gorga e Roccagorga
(da XVII a sec. XIX.)
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Comunità

La chiesa ed uno scorcio della piazza
Le origini del paese si
fanno risalire all ’IX sec, a seguito della
distruzione di Privernum, ma il suo sviluppo
si colloca alla fine del Medioevo sotto il
dominio dei Conti di Ceccano. La città ha
struttura urbana lineare, disposta lungo una
strada principale che conduce al punto più
alto ed antico dell’abitato.
Qui sorgono, l’una di fronte all’latro, le
due moli del Palazzo Baronale e della Chiesa
Collegiata dei Santi Erasmo e Leonardo,
costruita nel XIII secolo ma ristrutturata
tra il XVII e XVIII sec. Al centro, la
grande piazza d’impianto barocco (sec. XVIII)
intitolata al Sei Gennaio 1913, un evento
tragico ed epico insieme che segna
l’identità moderna della comunità.
Caratteristiche sono anche la chiesetta
barocca di Sant’Antonio e l’Eremo di Sant’Erasmo,
a 900 m., piccola cappella sul Monte Pizzone,
dove sgorga una antica sorgente che
alimentava un tempo le fontane per l’
approvvigionamento dell’acqua dell’intero
paese
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